martedì, maggio 18, 2004

 
[Doveva essere nel Giornalino Scolastico, ma forse non uscirà...]

Una copertina nera.
Rigida.
Inciso un disegno argento.

Lo tenevo in mano e pesava, pesava per tutte le lacrime, tutti i sorrisi e per tutti quei segni che avevo inciso.
In quelle pagine mi rivedevo, mi sentivo, così come ero stata negli ultimi mesi. Era su quelle pagine che avevo lasciato il mio segno, in quelle incisioni, in quelle parole che formavano frasi e riempivano pagine, avevo lasciato la mia orma.
Io esistevo, davvero.
Nelle prime pagine, timidi sentimenti di una vita che non sapevo di avere.
“è capire di vivere il difficile, l’ammettere che si è davvero”La date era scarabocchiata troppo in fretta per essere decifrata.

Ogni volta che voglio infilarmi nella mia vita, ogni volta che decido di rifugiarmi tra queste pagine non riesco a non ripercorrerle tutte, lentamente.
Le pagine, colme e ruvide, profumano di cannella.
Sotto una data scritta con cura, un urlo si fa avanti.
“il mondo mi ha baciato
e io, amante dei sui
silenzi e bisbigli
mi sono lasciata baciare!”
Era il 23, freddo giorno di dicembre…
Mi soffermo, leggo frasi che più di altre sento dentro ancora.
Leggo le date, sorrido e ammutolisco mentre affogo nei ricordi.

I primi giorni di un viaggio: i giorni freddi, quelli in cui i silenzi erano gli unici suoni a dividerci, le date che corrono inconsapevoli del loro destino.
Tu, su queste pagine non ci sei…il tuo nome non è segnato. L’inchiostro non ti ha imprigionato in questa trappola.
Ma il profumo della tua pelle, il colore dei tuoi occhi sono inconfondibili.
Le pagine pesano di più ora, adesso che qualcosa è cambiato questo surrogato di me, pesa, pesa tremendamente.

(Una pagina bianca, silenziosa mi sfida.)

Dopo i sorrisi,dopo il vento che accarezza la pelle, dopo il profumo di vita che solletica e ti fa sentire libera, ci sono le leggere lacrime di cristallo.

Fuori piove e la pioggia è incessante, termica battuta di un tempo inesistente.
Inutile oppormi a me stessa; la penna è gia nella mia mano, il cuore e la mente pronti a vomitare quello che hanno dentro ancora una volta…


"C’è una canzone. Mi gira in testa ora, sì proprio in questo momento.

Mentre il vento fuori urla e sembra che tutto stia per cadere, le uniche parole che sento dentro, non so di chi siano.

“Sometimes everything is wrong”

Continuo a ripeterle cercando la musica giusta su cui farle girare, mi sforzo di collegarle a un complesso.
Ma poi tutto diventa una catena.
Ogni immagine mi trascina via con sé, e mi allontano sempre di più

Il vento non lo sento quasi più e mi ritrovo imprigionata dentro di me.

C’è un silenzio.
Troppo silenzio, troppo anche per le mie orecchie che ne sono sempre alla ricerca.

Sometimes, no dai come faceva il ritmo?
Cerco di tornare alla mia ricerca.
Tutto è inutile più cerco di rincorrere questa canzone più mi ritrovo ancorata a me stessa.

Il buio si infittisce. Inizio a sentirmi sola..
Ridicolo eh?! Mi sento sola dentro di me..

“…Don’t let yourself go…”

Mi sembra di perdermi in questo buio, mi sembra di non trovare ordine in tutto quello che ho dentro.

No inutile..non c’è senso in tutti i passi che ho compiuto.
Non hanno direzione i tuoi passi… e io ora mi sono persa.
Persa."

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