giovedì, ottobre 27, 2005

 
forse su questa casa è calata una coperta.
di quelle fatte a maglia, dalle mamme per le figlie. magari di quelle tutte colorate, per l'inverno, con i quadroni. di quelle fatte con i ferri e l'olio di gomito. quelle che inizi e non finisci piu se non dopo anni e anni.
e la coperta inizia a tenere caldo, a prepararci verso l'inverno che arriva.

io ho perso la voce. nascosta sotto questa grande coperta, mi sono messa in un angolo, per non vedere nessuno e cercare di sentire la mia voce. ma la bocca si apre, le labbra...tremano e la lingua si sforza di mettersi al posto giusto.
quella mano sulle labbra, quel pomeriggio, e quei pomodori
e al buio la mente gioca brutti scherzi, Morfeo non mi fa piu visita come di consueto e il giorno diventa una sera eterna. con la stanchezza che pesa sulle spalle e l'agenda vuota. vuota di tutte le cose che devo fare. dovrei fare.

e la notte. la notte rimane un grande palco scuro. senza riflettori fastidiosi ma con una piccola luce ambrata. nella presa della corrente che parla tutta notte.
e le visite dei sogni, in cui braccia abbronzate mi abbracciano. e l'alta marea ruba gli asciugamani.

la sera prima di dormire c'è pennac. un capitolo solo. per tenerlo con me piu a lungo. e le fotografie -"le ultime sono migliori"-, e sì, la mia camera oscura che con fatica so riuscirò a mettere insieme.
e forse, forse sarà papa. per un attimo tornerà quello di una volta. e forse ci spero troppo. troppo.

I will try not to breathe
I can hold my head still with my hands at my knees
These eyes are the eyes of the old, shiver and fold

I will try not to breathe
This decision is mine. I have lived a full life
And these are the eyes that I want you to remember, oh

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